Critica in
movimento. Un premio per la critica in video di uno spettacolo di teatro o di
danza contemporanea con in palio mille euro per il vincitore, organizzato da
studio 28, sostenuto da Fondazione Cariplo.
Mi sembra un’iniziativa
bella e interessante anche perché, come si può evincere dal regolamento, ci si
può sbizzarrire nel video come si vuole, attenendosi allo spettacolo scelto da
recensire, con interviste e proprie performance che attingano al bagaglio
creativo del partecipante. E non solo….contattandoli
il partecipante potrà ricevere un biglietto omaggio da spendere in teatri o
fastival per scegliere lo spettacolo da recensire. Che si vuole di più?
Io, che una critica non sono, che le recensioni le faccio come una ragazzina
delle medie vorrei partecipare. Ho già una mezza idea in testa, ma devo fare
tutto da sola e mi sembra un pò improbabile che ci possa riuscire tra lavoro,
famiglia e il fatto che non so nemmeno montare le foto dei miei figli,
figuratevi un video! Intanto elaboro nella mia testolina, ho un paio di idee in
testa.
Se qualcuno di voi fosse interessato qui c'è il link dove trovate il
regolamento e qui la pagina facebook!
Arrivata dentro la sala del teatro
Metropolitan mi è sembrato di essere ad una festa privata! La
gente urlava "ma il tuo posto dov'è? E lo zio?"
"ciao, ma ci sei anche tu?".
Non c'erano maschere.
Forse erano poche, forse non le ho viste...Non ho mai visto un teatro senza
maschere e infatti ho dovuto fare un pò di scale, su e giù,
per trovare il mio posto, ma magari sono io imbranata!
Ma veniamo a noi.
Voglio riportare un commento, ad una mia provocazione sulla bravura del
coreografo Claudio Mantegna, che mi ha scritto un ragazzo, Giulio,
"...Claudio Mantegna è l'eccezione che conferma la regola: è
un vero genio, che riesce sempre a creare delle vere e proprie innovazioni, non
cadendo mai nello scontato. In ogni caso consiglio caldamente di andare a
vedere lo spettacolo e, ne sono certo, rimarrete senza fiato".
Non aveva torto. Claudio Mantegna è molto bravo. Il
risultato finale dello spettacolo è più
che buono.
La rappresentazione in danza di opere pittoriche è un'idea
assolutamente originale e non semplice.
È
stato come entrare in un museo e su splendide musiche, meravigliosamente
adeguate ad ogni rappresentazione, vedere i quadri prendere forma umana e
raccontare la loro storia.
Il Bacio di Klimt, L'urlo di Munch, La pietà di Carracci, La
deposizione nel sepolcro di Caravaggio, la Gioconda di Leonardo da Vinci, sono
solo alcuni dei quadri che Claudio Mantegna ha rappresentato in danza.
La buona
riuscita dello spettacolo è stata
data dall'insieme di tutti gli elementi.
Le luci curate da Claudio Mantegna sono eccellenti. Un uso dei colori e delle loro
posizioni davvero unico. Ne ho visti di spettacoli, ma mai con un uso così curato delle luci.
Perfette e suggestive.
Gli abiti richiamavano perfettamente i quadri.
Le scenografie di Aldo De Lorenzo puntualmente riportavano lo spettatore alla
storia del quadro.
Originali i pannelli mobili che diventavano quinte da cui comparivano e
scomparivano i ballerini, dando un effetto di magia!
Bellissimi i testi di Andrea dell'Arpa magistralmente interpretati dalla voce
di Chiara Fabiane.
Uno spettacolo veramente curato nei minimi particolari e d'altra parte dietro
le quinte c'è uno staff di circa venticinque
addetti e undici ballerini.
Buona anche la preparazione di questi ultimi.
Ma dopo tutti questi complimenti devo fare la parte della cattiva e dire ciò che non ho apprezzato.
Le coreografie. Belle, coinvolgenti, semplici. Troppo semplici, poca ricerca
coreografica, avrei preferito che il tempo di alcune musiche fosse raddoppiato
nei movimenti piuttosto che dimezzato, ma questo è un mio gusto personale. Ma unico e vero grande difetto:
troppi, troppi, ma davvero troppi developpè!
Al di là di questa piccolissima e puntigliosa critica, lo
spettacolo è stato molto bello (forse un pò lungo, due ore!), consiglierei a tutti di andarlo a
vedere!
Se si
considera inoltre che è una compagnia emergente allora è veramente meritevole
anche della standing ovation finale, anche se io non mi sono alzata...
Prossimo spettacolo il 24 Aprile a Palermo. E in
data da definirsi sarà a Roma.
Il
19 Aprile al teatro Metropolitan di Catania andrò a
vedere Pittorika, dipinti in movimento.
Niente di nuovo, nel senso che il suo debutto è stato
lo scorso anno. È una novità per me
e ho tutte le buone intenzioni di andarci proprio perchè animata
da un po’ di scetticismo. Mi spiego. Coreografia, regia e scenografia di
Claudio Mantegna, un giovane trentenne che da quello che ho letto è più che un
artista. Il suo curriculum riporta quanto segue: Laureato in Scenografia, studia
solfeggio, pianoforte e canto per proseguire poi come arrangiatore vocale e
strumentale, direttore corale, compositore di testi e musiche.
Dai tappeti della ginnastica artistica passa al parquet delle sale di danza, e
dall’unione di queste sviluppa un proprio stile
coreografico dove la fluidità del corpo del danzatore si fonde alle geometrie
dell’acrobata, creazioni dal forte impatto emotivo e
visivo.
E’ anche fotografo.
Cos'è che non
sa fare? Ma non è che quando si fanno troppe cose
poi si fanno male? Ecco spiegato il mio scetticismo. Fondato solo su un mio
pregiudizio, o sulla mia invidia?
Pittorika, dipinti in movimento nasce
da un'idea molto interessante e senza dubbio originale in cui i dipinti, bidimensionali, acquisiscono la
terza dimensione, prendono forma attraverso i corpi dei danzatori. Incorniciati
da videoproiezioni e animazioni attentamente studiate, danno vita, con i loro
corpi, ai protagonisti e alle forme di tele, tavole e affreschi, cercando di
interpretare e reinterpretare il pensiero dell’autore e
dei soggetti.
Dalla sensualità de "Il bacio" di Klimt ai naufraghi de
"La zattera della Medusa" di Jean Louis Thèodore Gèricault (la cui coreografia è gi stata vincitrice del Premio SIAE per la danza 2009) dal cubismo di
"Guernica" di Picasso al realismo de "Il canto degli
angeli" di Adolphe William Bouguereau, dallo sguardo angosciante de
"L’urlo" di Edvard Munch a quello enigmatico
della "Gioconda" di Leonardo Da Vinci. Vi rimando al video de La zattera della Medusa, vincitore del premio
Siae 2009 così potete farvi un’idea. Sicuramente
posso dare il merito a Claudio Mantegna di aver creato una compagnia, la
BlueVerse dance compny e uno spazio dedicato alle arti. Di questi posti ce n'è sempre
bisogno. Per quanto riguarda la coreografia, regia e scenografia giudicherò
dopo aver visto lo spettacolo.