martedì 2 ottobre 2012

Ridatemi gli spettacoli!


Aspetto con ansia qualche programmazione di danza qui in Sicilia. Ma niente, non riesco a trovare niente.
Non vedo l’ora di sedermi su una poltrona, su una sedia, a terra o di stare in piedi a guardare una produzione di danza, ma niente, nulla si vede all’orizzonte, almeno per il momento. E questo mi lascia pensare, mi rattrista. Perché so che di artisti ce ne sono tanti, di creazioni pure, che tanti ballerini non aspettano altro che esibirsi e molti più spettatori vogliono vedere le luci sul palco, vogliono vedere quelle gambe intrecciarsi con mani e pensieri e invece niente di tutto ciò.
Ma la danza esiste in Italia? Esiste in Sicilia? Si, eccome, potrei urlarlo. Esiste. Coreografi e ballerini italiani, ma anche stranieri, anche se la mia predilezione è per l’arte nostrana, non aspettano altro che sbattere i piedi sul legno, sui mattoni, dove si voglia, purchè possano esprimersi. E a chi bisogna rivolgersi? Alle istituzioni che tagliano solo fondi? Ai privati che sono in crisi e che anche quando non lo erano non si sono mai mostrati molto sensibili all’argomento?
E intanto le mie dita fremono perché voglio vedere spettacoli, voglio riempirmi delle loro emozioni e riportarli su questi fogli elettronici.

venerdì 31 agosto 2012

Festival Danza Urbana - Bologna

Tre città scorrono nelle mie vene. Una di queste è Bologna. E proprio in questa città, che ho amato e odiato per  dodici lunghi anni, che si terrà dal 4 all’8 settembre l’ormai celebre festival Danza Urbana. Pioniere di questa forma di danza, il festival propone vari artisti nelle più importanti location della città. Non solo teatri. La danza urbana consente non solo di essere partecipi visivamente di uno spettacolo, ma anche di sentirsene parte.
Aprono il festival i Brotha from anoteher Motha. Una compagnia tunisina di hip hop che presentano uno spettacolo che racconta la primavera tunisina attraverso gli occhi di giovani danzatori testimoni di violenza, rivolte e battaglie.


Il festival non può dimenticare la tragedia del terremoto che ha colpito le terre emiliane, proseguendo così con una serata in beneficienza in cui si alterneranno Cristina Rizzo, Emily Tanaka e la compagnia Urbani Guerra. Gli stessi si esibiranno in seguito in altri spazi urbani.
Il festival entra anche al Mambo, museo di arte contemporanea, con Mickael Marso Riviere e Alvaro Frutos.
Mickael marso Riviere

Alvaro Frutos

Si prosegue al Palazzo D’Accursio con il Gruppo Nanou  che presentano Open air un progetto, appositamente creato per  il festival,  dedicato al concetto di ballo da sala ispirato in particolare ai musical anni 50.
Un’altra ospite sarà Noemi Bresciani che si farà interprete della fragilità di una ragazza.
Tra i luoghi che ospiteranno Danza Urbana ci sarà anche il centro commerciale Officine Minganti, E non potevo non nominarlo dato che è diretto da una di quelle persone care che si contano su una mano.
Infine concluderà il festival uno dei coreografi al momento più in voga, Alessandro Sciarroni, un coreografo che da tempo seguo, che mi incuriosisce tantissimo, che riesce a fondere teatro, arte dalla quale proviene, danza e arti visive. E proprio su queste tre arti che si basa il laboratorio che terrà dal 1 all’8 Settembre durante il festival e il cui esito verrà presentato ai giardini Margherita.
Alessandro Sciarroni

martedì 7 agosto 2012

Bellini Festival - Taormina



Finalmente un po’ di danza al teatro antico di Taormina.
Si inizia stasera, nell’ambito del Bellini Festival potremo gustarci una deliziosa Bella Addormentata del Balletto del Sud.
Sempre della stessa compagnia si potrà assistere alla Carmen il 10 Agosto e per concludere il 14 Agosto le etoiles della più celebre compagnia di danza del mondo, New York City Ballet, in esclusiva per il BELLINI FESTIVAL: un'eccezionale serata di danza con le coreografie di George Balanchine e Jerome Robbins.
Per chi è in vacanza dalle parti della incantevole Taormina potrà quindi godersi tre belle serate in un posto straordinario.
Ho già visto danzare i ballerini del Balletto del Sud circa sei anni fa, in una rivisitazione contemporanea del Lago dei Cigni e mi erano piaciuti molto, ma questa volta credo che andrò a vedere I “grandi” del New York City Ballet.
Quindi a breve vi racconterò le emozioni che in questo posto straordinario solo ballerini di un certo livello possono trasmettere.

La Bella Addormentata - Balletto del Sud



Carmen - Balleto del Sud



The New City Ballet

domenica 15 luglio 2012

Ambra Senatore


Chi mi segue ha potuto notare che manco da un po’. Dopo 11 mesi sono rientrata a lavoro e ho dovuto dunque riorganizzare la mia vita, cercare dei momenti per me, ma non se ne trovano. Tutto dedicato ai miei piccoli, ma d’altronde se non lo faccio ora che i loro anni sommati non fanno nemmeno 4, quando devo farlo?
Oggi però stanno dormendo un po’ di più e ho pensato di non svegliarli in modo da potermi dedicare finalmente nuovamente al blog (come non detto, si è svegliata la piccola, le do un giochino…)
Ho deciso di dedicare questo pomeriggio ad una artista italiana, torinese per la precisione, Ambra Senatore. Ho cercato qualcosa sul web, e ho visto estratti dei suoi spettacoli e interviste. Ammetto che non la conoscevo. L’avevo sentita nominare solo  un paio di volte, abbastanza per incuriosirmi. Mi viene da collocare le sue produzioni, le sue creazioni, nell’ambito del teatro danza, più vicino al teatro che alla danza contemporanea, ma dovrei vederne almeno un dal vivo per poter esattamente definire. Ricche di ironia, prende spunto dal quotidiano cogliendone il lato più divertente. La sua drammaturgia è più che altro una bella sdrammaturgia, passatemi il termine inesistente, ma guardando i suoi lavori mi è venuta in mente questa parola. Mi ha rallegrato il pomeriggio, mi ha fatto sorridere. E se siete un po’ curiosi vi posto qui alcuni suoi video e interviste. E chissà magari riuscirò ad intervistarla. 










mercoledì 6 giugno 2012

La Biennale di Venezia




Tra due giorni ha inizio l’ottava edizione della Biennale di danza a Venezia. Si terrà dall’otto al ventiquattro Giugno e presenterà cinque prime mondiali e cinque novità per l’Italia. Il festival è diretto da Ismael Ivo e si intitolerà Awakenings per celebrare e invitare al risveglio della vita e della creatività , “Il movimento è vita. Il cuore dà il ritmo e il corpo muove un passo. Queste sono le dinamiche della sopravvivenza e dell’esistenza”, scrive Ivo.
All’interno del festival ci sarà anche uno spazio dedicato a lavori inediti e innovativi scelti tramite bando, Marathon of the Unexpected.

Di seguito il programma:

Arsenale della Danza / Ismael Ivo
Biblioteca del corpo
8-9-10 giugno Teatro alle Tese ore 20.00

Compagnia Virgilio Sieni
De anima
8-9-10 giugno Teatro Piccolo Arsenale ore 22.00

Cristiana Morganti
Moving with Pina
12-13 giugno Sala delle Colonne di Ca' Giustinian ore 20.00
 
Balé Teatro Castro Alves
1por1praum
13-14-15-16-17 giugno Corderie dell'Arsenale ore 14.00 > 17.00

Shobana Jeyasingh Dance
TooMortal
14-15-16 giugno Chiesa anglicana di St. George's ore 19.00, 20.00, 21.00

Balé Teatro Castro Alves
A quem possa interessar
15-16-17 giugno Teatro alle Tese ore 20.00

The Forsythe Company
Nowhere and everywhere at the same time
15-16-17 e 22-23-24 giugno Artiglierie dell'Arsenale ore 19.00 > 23.00
Erna Ómarsdóttir / Shalala
We saw monsters
15-16 giugno Teatro Piccolo Arsenale ore 22.00

Lazyblood
Concerto performance
17 giugno Teatro Piccolo Arsenale ore 22.00

Koffi Kôkô
La Beauté du Diable
19-20 giugno Teatro Piccolo Arsenale ore 20.00

Milano Teatro Scuola Paolo Grassi
Line Up 
21 giugno ore 20.00, 22 giugno ore 18.00, Teatro Piccolo Arsenale

Sadler's Wells London & Sylvie Guillem
6000 miles away
22 giugno Teatro Malibran ore 20.00
 
Ultima Vez / Wim Vandekeybus
booty Looting
23-24 giugno Teatro alle Tese ore 20.00
 
Marathon of the Unexpected
24 giugno Teatro Piccolo Arsenale ore 15.00 > 20.00
Awakenings Dance Party
24 giugno Arsenale ore 22.30


Masterclass
8 > 24 giugno Luoghi vari di Venezia

Choreographic Collision
8 > 24 giugno Luoghi del Festival

Durante il festival, il 20 giugno, verrà consegnato a Sylvie Guilliem il Leone d’oro alla carriera che in passato era stato attribuito a Merce Cunningham (1995), Carolyn Carlson (2006), Pina Bausch (2007), Jirí Kylián (2008) e William Forsythe (2010).
E per la prima volta alla Biennale di Venezia proprio Sylvie Guillem porta l’ultimo spettacolo 6000 Miles Away, composto da un trittico di pezzi che per lei hanno creato i massimi coreografi: il pas de deux Rearray di William Forsythe, su musiche di David Murrow, l’assolo Bye di Mats Ek, sulle note dell’ultima Sonata di Beethoven e  il duetto da 27’52’’ di Jirí Kylián, quest’ultimo interpretato da Aurélie Cayla e Kenta Kojiri, sulle musiche di Dirk Haubrich.



sabato 2 giugno 2012

Un invito speciale



Mercoledì per me è stata una giornata emozionante. Qualche giorno prima mi è arrivato un invito per vedere Il lago dei Cigni dell'Opera di Stato di Praga al Teatro Massimo Bellini. Mi sono incontrata con la persona che mi ha invitata proprio nella meravigliosa piazza del teatro Massimo che al tramonto assume dei colori meravigliosi e dopo un breve aperitivo abbiamo incontrato la dolcissima truccatrice del teatro che mi ha portato dietro le quinte e...che emozione! Erano due anni che non sentivo quell'odore inebriante del palco. Il sipario chiuso, i ballerini che si scaldavano e tutti quei tutù bianchi dei cigni posizionati a testa in giù per non far abbassare il tulle. Dopo questo assaggio siamo state accompagnate nella balconata centrale e lo spettacolo ha avuto inizio. Seppur visto e rivisto è sempre emozionante vedere le coreografie de Il lago dei Cigni e soprattutto sentire le musiche dal vivo dell'orchestra. E il teatro, che dire? Stupendo. Immaginavo fosse bello, ma non pensavo così tanto! Credo uno dei teatri più belli che abbia mai visto!

Buon fine settimana!




lunedì 28 maggio 2012

Intervista a Fabio Crestale




Ho conosciuto Fabio Crestale sul web, tramite facebook, e l’ho “osservato” per un po’. E lentamente mi ha catturato. Con lui ci si può immedesimare, da lui si può trarre esempio. È una persona moto umile, che ha faticato molto per conquistare quello che ha e continua a lavorare duro per andare avanti sempre di più. Nessuno gli ha ma regalato niente. Tutto ciò che ha ottenuto è frutto della sua passione e della sua caparbietà. Gli ho proposto un’intervista e ci siamo incontrati in una videochiamata e con sottofondo le urla dei miei bambini abbiamo chiacchierato per quasi un’ora.

Fabio, è da un pò che ti seguo sul web e la prima cosa che ho letto è stata una tua risposta ad una breve intervista del 2006 in cui tu dicevi che il tuo sogno era di entrare a far parte di una compagnia e di danzare su coreografie di Mats Ek.
Hai fatto molto di più. Sei partito come tanti da una normale scuola di danza e sei arrivato a danzare per coreografi di fama internazionale, a creare una tua compagnia e a tenere lezioni di danza contemporanea in diversi stage. Ci vuoi raccontare questa tua scalata e in che modo sei riuscito ad arrivare a livelli così alti, oltre al tuo talento ovviamente? Qual è stato il tuo trampolino di lancio?
Io ho fatto le classiche scuole di danza. Ho vinto varie borse di studio che mi hanno permesso di girare tanto, a Roma, a Firenze, Londra, New York dandomi la possibilità di studiare con diversi insegnanti e coreografi,  non mi sono formato in una vera e propria accademia.
Non sono mai stato fisso in una scuola anche perché credo che la formazione fondamentale che si può raccogliere studiando in una grande scuola come un’accademia dalla quale passano tanti nomi che consentono di acquisire svariate esperienze, la si può ottenere anche nelle piccole realtà, come è stata la mia, spostandosi nella varie città.  Più gente vedi, più coreografi puoi conoscere,  più esperienze acquisisci e questa cosa mi ha aiutato enormemente. E poi io sono sempre stato uno spirito un po’ libero,  dopo un po’ avevo bisogno di evadere dalla situazione in cui mi trovavo, non perché avessi smesso di apprendere, perché nella danza si sa, non si smette mai di imparare, ma perchè prevaleva l’istinto di apprendere altro all’ormai acquisita meccanicità dell’esecuzione. Questo secondo me fa la differenza tra danzatori e danzatori, e questo oltretutto mi porta ad essere me stesso seppur con tante difficoltà, tante fragilità,  ma questa modalità mi aiuta ad esprimermi.  Questo modo di studiare consente di diventare versatile. La difficoltà è nel saper danzare con diversi coreografi.
 Ho anche lavorato tantissimo per una coreografa e insegnante, Valentina Benedetti, una persona straordinaria con sensibilità  e rispetto verso l'arte enorme, per me lei è stata una grande maestra, mi ha formato molto. Penso che lei sia una grande artista. Tante sue coreografie le abbiamo portate in giro nei concorsi per far vedere noi come danzatori e lei come coreografa.  A lei devo tanto perché proprio lei mi ha fatto capire questa sensibilità di acquisire svariate esperienze.
Un'altra persona a cui devo la mia formazione, che mi ha dato tanti consigli per crescere e che tutt'oggi è un mio punto di riferimento, è Nadja Bussiem, grande professionista di danza classica, ex prima danzatrice al teatro di Mannheim.
Nel 2007 sono partito per studiare a New York nei centri Steps-Aalvin Ailey Dance Center-Broadway Dance Center. Andando via dall’Italia è partito il tutto.

Mi è sembrato di capire che devi molto alla città che ti ha adottato, Parigi. 
Raccontaci il tuo rapporto con questa meravigliosa città.
Quando sono arrivato a Parigi è stato un amore a prima vista, ma allo stesso tempo uno schiaffo. Sono arrivato in una città enorme dove l’arte è a 360°. C’è spazio per tutti. È una città che ti da tante possibilità. Ti ritrovi ad essere come un bambino quando gli dai una scatola di cioccolatini.
 Inizialmente è stato difficilissimo. A Parigi entri in una realtà completamente diversa, la lingua, la città, la burocrazia, il modo di pensare completamente diverso dal nostro. È stato come ricominciare di nuovo a danzare, perché il contemporaneo francese è molto concettuale. Quindi  ho ripreso da capo tutto un lavoro, ho cercato di entrare nella mentalità francese, ho ripreso a studiare con tante persone diverse in modo da comprendere quello che vuole ciascun coreografo quando si fa un’ audizione, in modo da evolvere il movimento in base alla situazione in cui mi trovavo.
Inizialmente è stato difficile, mi sentivo molto solo, Parigi è una città carissima, studiavo, facevo audizioni, mi dicevano sempre no, troppo alto, troppo tecnico, troppo principe. Ad un certo punto ho capito che dovevo lavorare più da un punto di vista psicologico nel senso che ho cominciato a capire com’è la danza francese, cambiando il mio  modo di danzare
E così ho cominciato a integrarmi in questa città. Dopo quasi un anno e mezzo ho iniziato a lavorare in alcune compagnie francesi, ho vissuto di risparmi, ho cominciato a farmi conoscere e a comprendere com’è il sistema.




Ho visto le tue foto alle prove della Bayadere nel più grande e importante Teatro di Parigi,un sogno per tanti danzatori e tu eri lí, con la Zakharova. È stato bello vedere le foto del dietro le quinte, l'impressione era quasi di essere in un qualunque saggio di danza e invece eri in un posto sacro per i danzatori. Ti va di raccontarci questa esperienza?
Io non sono un danzatore fisso del teatro. L’Operà è un istituzione per la Francia dove c’è una gerarchia immensa, puoi fare il contorno nel corpo di ballo, però la cosa bella per la quale io ogni giorno ringrazio mio padre che non c’è più, è che sono entrato in un golden temple, ho visto cose che ti fanno capire che sei di fronte ad una cosa enorme. Anche essere lì e fare solo tombé pas de bourée e poi stai fermo, vedi coreografi mondiali, etoile!
Ero quasi ipnotizzato perché le emozioni sono troppo forti, e io che sono molto emotivo mi faccio coinvolgere dalle emozioni così tanto da perdere la concentrazione. È  un’esperienza meravigliosa dalla quale ho appreso molte cose importanti della danza.










Hai una tua compagnia di danza, I funamboli. Com’è nata e in che modo ti sei fatto conoscere in Italia?
Ho creato la mia compagnia I funamboli e l’ho chiamata così perché tutto è legato a delle emozioni a delle sensazioni, siamo tutti i giorni in cerca di equilibrio, per noi danzatori il lavoro è  instabile, l’arte è instabile. L’arte è per me imperfetta,  perché l’artista trasmette i suoi sentimenti, le sue fragilità nei suoi lavori, nelle sue opere e quindi traspare la sua instabilità nell’arte, poi che sia perfetto il passo è un altro discorso, è tecnica. Quindi l’ho chiamata i funamboli perché penso che siamo sempre in equilibrio precario.
La compagnia è basata a Parigi, è emergente, ho mostrato una mia coreografia  “Il muro” a  dei miei colleghi di teatro, ad un danzatore, Mallory Gaudion,  gli è piaciuta tantissimo tanto da inserirla in suo progetto (www.tutudanceproject-en.org) dove gli stessi coreografi danzano le proprie coreografie e lui danzerà per me. È un progetto molto grande con nomi grandissimi e io sono onoratissimo di farne parte.
In Italia le strade mi si sono aperte un po’ grazie alla partecipazione ad Xl anticorpi dove sono stato selezionato e ho danzato al festival ammutinamenti a Ravenna. È stato bellissimo perché ci siamo esibiti in un museo e perché hanno apprezzato il mio lavoro. C’è chi mi ha detto che somiglio a Mats Ek, ma quello che io dico è che posso essere ispirato a qualcuno, ma quelli che hanno inventato la coreografia sono stati loro , noi cerchiamo di fare meglio ciò che è stato già creato. Da Ravenna hanno cominciato  a darmi altre date, mi hanno invitato a Civitanova danza, farò l’apertura della serata con Aterballetto, danzeremo fuori in una sorta di danza urbana, che a me fa impazzire, mi rispecchia, ci saremo noi, Aterballeto e un'altra compagnia. 





Nel mio lavoro di spionaggio ho visto anche uno stage che hai tenuto all'accademia Normanna a Napoli. Qual è il tuo obiettivo durante le lezioni?
Mi piace tantissimo insegnare, però stage, non corsi fissi, dove la gente può essere di passaggio, dove posso dare delle informazioni su di me, di quello che ho imparato, voglio dare le mie informazioni che ho appreso nel mio percorso fino ad oggi, voglio trasmettere il mio modo di pensare, dare consigli. Io do consigli e ognuno li fa suoi perchè siamo tutti diversi.
Ho avuto la fortuna di conoscere una scuola di Treviso, Fifth Treviso di Silvia Funes, una scuola di altissimo livello e Silvia è una grande professionista. E ho anche conosciuto Dino Carano, direttore artistico dell’accademia normanna, una persona molto umile e professionale con un gran rispetto per l’arte che mi ha fatto amare Napoli. Grazie a lui sto lavorando tantissimo con l’accademia normanna e tante altre scuole. Ed è bellissimo perché gli allievi hanno molto rispetto. Quando io sono a lezione mi metto a loro livello, non mi pongo io insegnante-loro allievi, la disciplina non deve mancare, posso fare cose difficili ma li rassicuro, la difficoltà può arrivare come no, li devi portare, come un pastore porta il suo gregge, se li porti al tuo lavoro allora loro arrivano a fare al meglio quello che riescono.



Loro prendono da te, ma tu da loro cosa riesci a prendere?
Io la metto anche sul lato sensibile, prendo il loro approccio,  prendo la loro sensibilità, il loro modo di esprimersi per poi arricchirmi, prendo i loro modi di entrare nella coreografia per poi caricarmi di emozioni che mi possono aiutare a crescere nel mio lavoro e comprendere le persone che fanno la mia professione e queste certe volte queste mi aiutano nell’immaginare quello che vorrei creare con la loro sensibilità. Durante gli stage io do il massimo e loro, gli allievi, mi ricaricano.

Tornerai in Italia?
In Italia non penso di tornare per il momento perché mi sono costruito troppo qua e adesso la Francia mi sta aiutando e quindi la ringrazio, amo tantissimo il mio paese,penso che sia un paese stupendo, ma penso che  il nostro sia un popolo molto legato a tutto ciò che luccica. Troppi soldi buttati in trasmissioni televisive sulla danza che potrebbero invece aiutare teatri e compagnie emergenti.


Di seguito un video de "Ilmuro"




Video stage Fabio Crestale all'accademia normanna a Napoli





Siti web di riferimento: